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BLOG Appuntamento con l'omeopatia

Leggi gli articoli del Dott. Alberto Magnetti nel blog "Appuntamento con l'omeopatia".

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antica boccetta rimedio omeopatico



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antica boccetta rimedio omeopatico

 

Pubblicato sulla rivista Empedocle nel 1983

Il riassunto storico della farmacia omeopatica dell'Istituto Omeopatico Italiano di Torino - via Cesare Lombroso n. 16/18 ha comportato non poche difficoltà. Le vicissitudini di questa Farmacia sono state così numerose che solo una paziente ricerca ne ha permesso la ricostruzione cronologica. Per motivi di carattere pratico ed in ottemperanza alle norme vigenti, tale farmacia, dal 1972, è solamente storica e non più aperta al pubblico. Infatti è operante all’esterno dell'Ospedale una nuova Farmacia omeopatica/Allopatica, sempre in via Cesare Lombroso ma al n. 30. Andando indietro negli anni, si sono potute reperire notizie precise (altre molto attendibili) sulle farmacie omeopatiche torinesi. Le ricerche sono ancora in corso per meglio giustificare "atti e fatti" che si sono succeduti nel tempo. Per meglio comprendere l’importanza storica della farmacia attuale (essendo rimasta l'unica) è opportuno iniziare proprio dall'anno 1821 (data di introduzione in Italia) abbinandovi appunti storici sull'Istituto Omeopatico Italiano. Preoccupandomi di tediare il meno possibile, ho utilizzato notizie-flash riferite agli anni importanti per la vita stessa della farmacia, tralasciando quelle non di riferimento.

Anno 1821
L'introduzione dell'Omeopatia in. Italia avviene con il dr. Necker, medico del Barone Von Koller, comandante delle truppe austriache mandate a Napoli per appoggiare Re Ferdinando I. Da lui apprendono la "nuova dottrina" i dottori De Horatiis, Romani e Mauro. Successivamente si diffonde a Palermo, Roma e Torino.

Anno 1835
Il Dr. Vincenzo Chiò viene a Torino, dopo essere stato dallo stesso Hahnemann per imparare la nuova "Arte del guarire".Si associa ai dottori Chatron e Tessier (di questo ultimo abbiamo moltissimi libri storici), iniziando con questi l’esercizio dell'Omeopatia nella Capitale del Piemonte.

Anno 1838
Re Carlo Alberto ordina che venga rispettata la libertà scientifica dei medici omeopatici, scrivendo in proposito: "Se assurda sarà la omeopatia, cadrà da sé stessa, come fecero tanti altri sistemi ma se cosa di buono in sé contiene, mi guardi il cielo che io ne voglia privare i miei cari sudditi". Questa affermazione, ha una profonda analogia con quanto dice lo stesso Ministro francese Guizot - "Se l'Omeopatia è una chimera, cadrà da sola; se al contrario rappresenta un progresso, si diffonderà, qualsiasi cosa si faccia per fermarla ".

Anno 1839
"Carlo Alberto,Re di Sardegna, Cipro e di Gerusalemme, con decreto del 9-2-1839, autorizza l'apertura di una Spezieria Omeopatica speciale al farmacista Collegiato Domenico Blengini a tenore della supplica da lui inoltrata",che si installa in contrada Santa Maria. Con successivo R.D. del 4-11-1854, Carlo Alberto. ordina che le Farmacie omeopatiche vengano collocate in luogo separato dalle Farmacie ordinarie, regolamentando così le successive "Regie patenti". Infatti fino a questa data si sfruttavano i vecchi Editti del 1696, con successiva modificazione del 18-3-1732, che disciplinavano le "Piazze di Spezieria Piemontesi ammontanti a n. 748 per tutto il Regno di Sardegna.

Anno 1840
Il dottor Granetti iniziò la "nuova dottrina" nella Piccola Casa della Provvidenza (Cottolengo)

Anno 1846
Vengono concesse le "Regie patenti" per l'apertura di una seconda Farmacia Omeopatica, denominata Cerutti e sita in contrada PO - vicina al n. 33 (dove adesso c’è la Farmacia Alleanza Cooperativa Torinese n. 7).

Anno 1848
Viene stabilita "l'Accademia di Medici Omeopatici in Torino”, sotto la presidenza del medico dr.Porta-Bava. Anno 1852 La Farmacia Omeopatica Blengini passa al dr. Vincenzo Vernetti e viene trasferita in contrada Carlo Alberto angolo contrada di Po, di fronte al Caffè Dilej (ora via Carlo Alberto n. l).

Anno 1855
Il sig. Pietro Arnulfi farmacista ed apostolo dell 'Omeopatia, fonda in Nizza Marittima uno "Stabilimento Omeopatico con Dispensario per visite mediche ed annessa farmacia con Laboratorio" che egli stesso dirige. L'iniziativa ha ben presto notorietà e diffusione, poiché l 'Amulfi (omeopatico di sicura fede), si merita il riconoscimento e la stima di parecchi paesi stranieri (come Turchia e Sud-America); paesi allora infestati da epidemie e malattie alle quali egli concorse validamente con il verbo e la pratica omeopatica. Quando però le province di Nizza e Savoia, vengono cedute nel 1860 dal Regno di Sardegna alla Francia, l 'Arnulfi preferisce, vivere e lavorare in Piemonte e chiede l'autorizzazione di fondare una Farmacia Omeopatica nella Capitale (Torino). Cosa che con Regio Decreto del 13-2-1860 il Ministero Sardo concede (trattasi della farmacia attuale) Infatti nel 1860 viene fondata una "magnifica farmacia Omeopatica denominata - Farmacia dell'Istituto Omeopatico - via della Provvidenza n. 3, Torino, tutta in legno di ciliegio, verniciato di nero con filettatura in oro ed in pretto stile "800" corrispondente in pieno a quella attuale. La farmacia in questione è voluta da eminenti medici omeopatici del tempo (dr. G. Demichelis, P. Mellano, C. Bottino, B. Dadea) i quali sottoscrivono un capitale sociale e scelto il farmacista nella persona del predetto sig. Pietro Arnulfi, si uniscono dando luogo ad una società per la proprietà e gestione della Farmacia.

Anno 1871
Nei giorni 19 e 20-6-1871 c'è un convegno a Torino di medici Omeopatici Italiani e si costituisce un Comitato preparatorio per la fondazione dell'”Istituto Omeopatico Italiano”; a tal scopo viene redatta una circolare a tutti i medici omeopatici italiani, con uno schema di statuto di n. 11 articoli. La lettera circolare era firmata da Fioretta, Dadea, Bruni, Demichelis, Bottino, Mellana, Bonino, Pompili. Il Comitato predetto inoltra al Senato una petizione affinché sia incluso, nel progetto del Codice Sanitario, l'esercizio farmaceutico omeopatico - annettendo alla Farmacia Ufficiale la parte che riflette l'Omeopatia (vedi poi anno 1881). Frattanto, seguendo le vicende delle altre due farmacie omeopatiche si apprende che: la Farmacia Omeopatica Vernetti avendo poco lavoro, per i pochi medici omeopatici esistenti a Torino, e sui quali si basava la ricettazione, decide di tenere in Farmacia anche dei medicinali allopatici. Viene però diffidato da tutti i medici omeopatici nel 1854 e nel 1862 dal continuare quella "mescolanza di medicamenti appartenenti a scuole notoriamente ostili". Infatti sono note a tutti le virulente diatribe tra allopati ed omeopati del tempo. Il Vernetti non ascolta i consigli avuti e pian piano viene abbandonato dai Medici Omeopatici che si rivolgono alla Farmacia Sociale dell'Istituto Omeopatico ed alla Farmacia Omeopatica Cerutti (anche quest'ultima, alcuni anni dopo, diventa mista).

Anno 1873
Il Vernetti vende la sua farmacia il 28-11-1873 al farmacista dr. Domenico Schiapparelli. Nel 1874 la trasferisce sempre in via Carlo Alberto, ma al n. 20 (quasi angolo con via dell'Ospedale) dandole il nome di Farmacia Omeopatica Schiapparelli. La gestisce fino al 1878, anno della sua morte.

Anno 1878
Il Prefetto di Torino accorda con apposito Decreto, il 14-6-1878, la continuazione della predetta farmacia omeopatica, al farmacista dr. Giovanni Schiapparelli, fratello del defunto Domenico. Tale gestione durerà solo tre anni, fino al 1881.

Anno 1881
La farmacia Omeopatica del dr. Giovanni Schiapparelli, viene ceduta al dr. Vincenzo Fagiani, altro ardente omeopata del tempo che la trasferisce in Genova, piazza Deferrari.

Anno 1882
La farmacia Sociale dell'Istituto Omeopatico viene rilevata il 18-7-1882, dal farmacista dr. Clemente Schiapparelli (omonimo o parente?) che la dirige fino al 1890. E' opportuno non confondere assolutamente i due farmacisti omonimi in quanto titolari di farmacie diverse. A Milano nel 1881 ed a Genova il 9-9-1882 - nella sala del Circolo Filologico via Luccoli n. 22 - viene costituita dai cultori seguaci della medicina omeopatica una "Associazione di fatto" per la diffusione e la conoscenza in Italia della Omeopatia, con la denominazione di "Istituto Omeopatico Italiano". .

Anno 1883-1886
Nel successivo convegno, tenutosi in Roma presso il Palazzo Sinibaldi, Via Torre Argentina n. 76, /nei giorni 22-23-24 ottobre 1883, viene presa la determinazione di chiedere il riconoscimento, quale Ente. Morale, di detto Istituto. Come si riléva infatti dall'atto notarile rogato dal Notaio Tommaso Monti il 24-10-1883 e registrato in Roma al n. 9450 reg. 63 (Atti privati, copia autentica in nostro possesso) il 25-10-1883. Le firme erano degli Ecc.mi Signori Dottori in Medicina: Bonino dr. Giuseppe, Lo Delci dr. Francesco, Liberali dr. Camillo e dr. Vincenzo, Bevilacqua-Jazisc dr. Flaminio, Fagiani dr. Vincenzo, Cigliano dr. Tommaso, Mucci dr. Francesco, ScanoMusio dr. Giuseppe, Melo dr. Rodolfo ed il Farmacista Alleori Giuseppe. Finalmente Umberto I "Re per grazia di Dio e volontà della Nazione" dà riconoscimento ufficiale (con Regio Decreto del 24 gennaio 1886) allo Statuto dello Istituto Omeopatico Italiano erigendolo in Ente Morale. In pratica, 1'I.0.I. esordisce al convegno di Milano del 1881 ma non ottiene la qualifica giuridica fino al 1886.

Anno 1887
Si tiene a Torino il 6° Convegno (il 1° è appunto del 1881) ove l'Assemblea nomina "gli Ufficiali dell'Istituto" e specialmente Wenner cav. Emilio, come Presidente Onorario. L'assemblea conferisce al Presidente Effettivo l'autorizzazione ad acquistare la casa della vedova Ferrero, in via Orto Botanico n. 16, per fondarvi l'Ospedale Omeopatico Italiano - sede dell'Istituto Omeopatico Italiano. L'acquisto avviene tramite un mutuo, acceso con lo stesso presidente onorario Wenner cav. Emilio. Nel 1949 la via Orto Botanico verrà "ribattezzata" via Cesare Lombroso, in onore del valente studioso ed omeopata che è stato VicePresidente per alcuni anni dell'Istituto Omeopatico Italiano

Anno 1890
Nel ventennale della presa di Roma (1870-1890) la via Provvidenza viene ribattezzata - via XX Settembre. Il numero civico che prima era n. 3, viene cambiato in n. 50 (Farmacia Omeopatica dr.Clemente Schiapparelli). In base alla nuova Legge n. 6972 - 17.7.1890 e successive modificazioni ed integrazioni, l'Ente morale I.O.I. viene classificato I.P.A.B. di 2a classe, con obbligo di bilancio preventivo triennale. Grazie al fattivo impegno degli amministratori, si poterono raccogliere sostanziosi contributi sotto forma. di donazioni, eredità, lasciti, ecc. Per merito di questi nel 1890 sorge nella sede attuale l’Ospedale Omeopatico di Torino. (ex casa vedova Ferrero). La disponibilità dei letti ammonta a n. 6, aumentati a 26 nel 1903. I grandi animatori dell'Istituto sono i dr. Giuseppe Bonino e Crisante Bottino. Seguiti da Dadea, Cigliano, Fulvio Bonino, Cesare Lombroso, ed altri. .

Anno 1891
Il dr. Clemente Schiapparelli (Socio e Segretario dell'Istituto) cede - non si sa bene il perché - la farmacia al dr. Giacomo Olivero il 25-1-1891. Quest'ultimo è socio dell’Istituto, nonché Vice-Segretario.

Anno 1903
Lunedì 16-11-1903 alle ore 10 si inaugura ufficialmente l'Ospedale Omeopatico in via Orto Botanico n 16 Torino, con la solenne partecipazione delle personalità dell’epoca. Dal Giornale "LA STAMPA": "l'Ospedale Omeopatico ha inaugurato recentemente i suoi nuovi locali in via Orto Botanico n. 16, che sono areati e spaziosi, ed ebbero le lodi di chi li ebbe a visitare il giorno dell'inaugurazione, come l'Assessore Tacconis, rappresentante del Sindaco, il dott. Balp (Medico Prov.le) i prof. Mo, Lombroso e Pagliani, oltre ad una folla di invitati. Ora l'Ospedale conta 22 letti, cioè ha più che triplicato la sua potenzialità, essendo stato avviato nel 1890 con 6 letti; su 473 ammalati ricoverati non deplorò che 13 decessi. Ebbero a parlare brevemente il fondatore dell'Istituto dr. Giuseppe Bonino ed il dr. Tacconis, che ne elogiò l'opera filantropica".

Anno 1908
Il dr. Giacomo Olivero, il giorno 27-5-1908 con domanda rivolta al Prefetto di Torino, chiede ed ottiene di poter trasferire la Farmacia dell'Istituto Omeopatico Italiano, nel fabbricato di fronte a quello prima occupato e cioè al n. 45 della medesima via XX Settembre..

Anno 1914
12-11-1914 - con decreto Prefettizio (vista la Legge Giolitti n. 468 del 22-5-1913 sull’ordinamento giuridico delle Farmacie) viene riconosciuto il diritto al titolare, agli eredi, ed agli aventi diritto, ad esercitare la Farmacia Omeopatica come una qualunque altra, essendo stata riconosciuta come "legittima Ventennale - II classe". Come "coincidenza" c'è da dire che Giolitti si curava omeopaticamente (tramite il Dr. Mattoli).

Anno 1925
Il 2-2-1925 il dr. Giacomo Olivero, omeopata e farmacista benefico per oltre 40 anni, muore. Lascia erede la sorella Elisabetta, nubile di anni 53. Il Consiglio di Amministrazione del nostro Istituto, vista la necessità che la Farmacia continuasse a funzionare esclusivamente omeopatica, per fronteggiare le numerose offerte di farmacisti intenzionati a trasformarla in farmacia mista, concede Lire 40.000, più una rendita vitalizia di £ 4.200 annue alla sig.ra Elisabetta Olivero e compra la farmacia. Con Decreto della Regia Prefettura n. 21001 del 27-6-1925, l'Istituto Omeopatico Italiano è autorizzato a rilevare il diritto di proprietà e di esercizio della "Farmacia Omeopatica Olivero" - via XX Settembre di fronte al n. 50". Da notare che fino ad ora la farmacia non era di proprietà dell'Istituto, oltre ad essere ubicata altrove. Solo nel 1929 (vedi avanti) definitivamente accorpata all’interno dell'Ospedale, con ingresso al pubblico in via orto Botanico n.18.

Anno 1927
Sotto pieno regime fascista, viene elaborato il nuovo Statuto dell’Istituto Omeopatico Italiano per dare una più ampia e razionale sistemazione alla vita e funzionalità dell'Ente (quello del 1885 e successive modificazioni era ormai vetusto e lacunoso). Esce nella Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n.105, il 6 maggio 1927.

Anno 1929
Il Prefetto di Torino con decreto n. 23920 dell'11-11-1929 - autorizza - "alla figura del Presidente dell'Istituto Omeopatico - il trasferimento della Farmacia Omeopatica da via XX Settembre, in via Orto Botanico n. 18 locali annessi all'Ospedale Omeopatico, pure di proprietà dell'Istituto medesimo per essere adibita esclusivamente alla preparazione di prodotti omeopatici".

Anno 1934
La vendita di prodotti omeopatici non remunera sufficientemente l’Ospedale, evidenziandone il passivo cronico dell'esercizio. L'Istituto decide di cederla. Le offerte sono molteplici, ma tutte con lo scopo di trasformare poi in farmacia mista questo "cimelio storico ", malgrado la clausola proibitiva dell'atto di cessione. Dopo appassionate discussioni in sede di Consiglio di amministrazione, viene deliberato una volta per tutte: "La farmacia non si vende! ".

Anno 1939
In base alla nuova legge Ospedaliera n. 1706 del 30-9-1938, il Prefetto di Torino - con decreto n. 58080 del 16-12-1939 - classifica l'Ospedale Omeopatico (gestito dall'Istituto) in Infermeria, nonostante le violente proteste degli Amministratori, che insistono vanamente, per il riconoscimento della Specialità in Medicina Omeopatica del piccolo ospedale..

Anno 1940
Negli anni della 2a Guerra Mondiale, l'Ospedale viene trasformato in cronicario per vecchi

Anno 1944
A seguito di un bombardamento si perde gran parte dell'Archivio.

Anno 1949
Via Orto Botanico viene denominata via Cesare Lombroso, in onore dell'illustre studioso. Nel periodo post-bellico i cambiamenti sono minimi, rimanendo ricovero per cronici (geriatria) fino all' 11 novembre 1969. L'Amministrazione è nella figura di un commissario straordinario che sotto svariate personalità si protrae fino al 1974, anno di insediamento di un Consiglio di Amministrazione formato da 7 membri.

Anno 1969
Per ordine del Medico Prov.le dottor Lovino; vengono definitivamente sospesi tutti i ricoveri di chirurgia e specialità (11 novembre 1969 destinando l'Ospedale a ricoveri di Medicina Generale.

Anno 1972
L'Istituto Omeopatico Italiano, titolare dell'unica farmacia omeopatica in Torino, è autorizzato (Decreto Regione Piemonte Prot. n: 5889 del 4-8-1972, Medico Prov.le dotto Achille Fierro) a trasferire il proprio Esercizio di Farmacia dai locali di via Cesare Lombroso n. 18, a quelli di via Cesare Lombroso n. 30; lasciando in sito la Farmacia Storica, chiudendola al pubblico ed inaugurando nei nuovi locali una farmacia mista.

Anno 1974
Esce il Decreto Presidente Giunta Regionale Piemonte n. 665 del 27.3-1974 per l'erezione dell’Opera Pia - Infermeria IPAB - Istituto Omeopatico Italiano di Torino - in Ente Ospedaliéro (Ente non classificato - in base alla legge del 12-2-1968 n. 132). Segue il Decreto Presidente Giunta Regione Piemonte, avv. Gianni Oberto,'n. 1809 del 14-6-1974 che stabilisce: …"L'unico soggetto portatore degli interessi originari dell'Ente Ospedaliero -Istituto Omeopatico Italiano di Torino -Via Cesare Lombroso n. 16 – è l'assemblea dei soci benefattori con sede legale presso lo stesso Istituto Omeopatico Italiano. Attualmente, purtroppo, essa risulta disciolta.

Anno 1978
Esce la Legge n. 833 del 23-121978 che istituisce le Unità Sanitarie Locali, che per la zona di Torino è l'U.S.L. 1-23.

Anno 1982/83
Ripristino locali Farmacia Storica, classificazione, inventari e recupero, (ancora in atto) dei valori omeopatici - per iniziativa dello scrivente - l'aiuto dell'amico Sergio Bosser, e... la "comprensione" del Direttore Amm.vo. Sul periodo che va dal 1972 al 1982, è meglio stendere un pietoso velo di silenzio. Carlo Pasquetti

 

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